Giornata Internazionale della Donna: ancora lontani da una parità piena e concreta
Il 30% delle aziende di Cia Ferrara è condotta da donne. Jennifer Felloni (vicepresidente di Cia Ferrara): la parità non è ancora pienamente realizzata e le donne hanno ancora responsabilità legate alla cura e alla gestione della famiglia che pesano sulla loro crescita imprenditoriale
FERRARA, 7 marzo 2026 – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Cia-Agricoltori Italiani Ferrara delinea un quadro del settore agricolo che, sebbene dinamico e aperto al contributo femminile, presenta ancora luci e ombre nel percorso verso una piena parità di opportunità. In Emilia-Romagna, il 23% delle aziende agricole è oggi condotto da imprenditrici che hanno un profilo preciso e qualificato: il 20% delle donne impegnate in agricoltura è laureato, è propensa all’innovazione digitale, con un uso frequente di PC e sistemi di messaggistica, strumenti essenziali per gestire la multifunzionalità e il turismo rurale, ambiti in cui le donne sono spesso protagoniste (dati Istituto Nazionale di Statistica).
Anche a livello di Cia Ferrara, il peso dell’imprenditoria femminile è significativo: quasi il 30% delle aziende associate è guidato da donne in qualità di titolari d’impresa o amministratrici di società agricole. Complessivamente, sono più di 900 le donne che, a diverso titolo — incluse le figure fondamentali delle coadiuvanti — sono socie di Cia Ferrara.
Anche a livello degli organi direttivi dell’associazione la presenza di donne sta diventando rilevante, a partire dall’elezione della prima vicepresidente, l’imprenditrice Jennifer Felloni che ha detto: “In questa giornata il mio pensiero va, in primo luogo, a quelle donne che vivono nelle zone di guerra – da Gaza all’ Ucraina e ora anche in Iran – e lottano con coraggio per difendere le loro famiglie, le loro case e la loro terra. Sono loro le eroine del nostro tempo, un tempo che si sta mostrando sempre più difficile a livello sociale, umano ed economico e che mette a rischio la tenuta delle democrazie in tutto il mondo. Eppure, quest’anno celebriamo una ricorrenza che rappresenta una conquista democratica fondamentale: 80 anni fa è stato concesso il diritto di voto alle donne. Un passaggio storico che, per portata e significato, è altrettanto importante della Liberazione dal Nazifascismo: se la Liberazione ha posto fine alla guerra e alla dittatura, restituendo al Paese libertà e dignità, il voto alle donne ha acceso la speranza di milioni di cittadine, aprendo la strada a un futuro più libero, più giusto e più paritario. Quella parità, però, non è ancora pienamente realizzata – ha continuato Felloni – perché ancora oggi le donne si fanno carico di responsabilità enormi: sono titolari di aziende, guidano imprese, innovano e investono e contemporaneamente continuano a sostenere il peso della cura dei figli e, molto spesso, anche di un genitore anziano. Un doppio – talvolta triplo – impegno che dimostra forza, competenza e senso di responsabilità, ma che evidenzia anche una mancanza di tutele adeguate e di una reale uguaglianza nella vita concreta di tutti i giorni.
La parità, infatti, non può essere soltanto un principio scritto nelle leggi: deve tradursi in strumenti di sostegno, in servizi soprattutto nelle aree rurali più lontane dai centri abitati, in opportunità effettive e in un riequilibrio dei carichi familiari e sociali. Anche a livello di Cia è necessario che le donne assumano sempre più ruoli dirigenziali e di rappresentanza. Non si tratta solo di una questione di equità, ma di crescita. Le donne portano una visione diversa, una sensibilità particolare verso l’innovazione, la sostenibilità e il welfare. Celebrare questa giornata significa allora rinnovare un impegno: trasformare le conquiste del passato in diritti pienamente vissuti nel presente, affinché il futuro sia davvero più libero e paritario per le imprenditrici agricole. Voglio infine ringraziare le nostre “donne in campo”, che rappresentano una componente preziosa e insostituibile del nostro settore e della nostra associazione: senza il loro contributo imprenditoriale e umano l’agricoltura sarebbe meno forte, dinamica e orientata al futuro”.