ROMAGNA

COMUNICATI STAMPA ROMAGNA

Variante alla SS16 Rimini nord

Intervento di Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna, e Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini

“Abbiamo letto con stupore nei giorni scorsi le dichiarazioni del presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi, sul progetto della nuova Statale 16. L’ultimo incontro delle nostre categorie con le istituzioni sul tracciato, e su come impatterà in particolare a Rimini nord, risale ad agosto scorso, quando avevamo avuto dalla Provincia la promessa che sarebbe stato istituito un tavolo apposito. Tavolo in realtà mai convocato.

Ed è del 21 settembre la lettera congiunta con cui chiedevamo un incontro ufficiale all’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, al presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi, al Comune di Rimini e all’Anas.

In campagna elettorale, l’allora candidato e oggi sindaco Jamil Sadegholvaad, accompagnato dall’assessore regionale Mammi, aveva preso le distanze dal progetto di variante alla statale 16, riconoscendo il valore di Rimini nord come territorio ad alta produttività agricola e l’esigenza di armonizzare la mobilità con la tutela dei coltivatori. In quell’occasione si era parlato dell’alternativa di minor impatto ambientale, ovvero l’ampliamento della via Tolemaide, già a 4 corsie nella parte a mare dell’attuale statale 16, rivedendo il primo lotto del progetto che prevede il taglio in diagonale di appezzamenti agricoli, e potenziando la viabilità esistente.

Non abbiamo mai messo in dubbio l’importanza della realizzazione della variante alla SS16, e auspichiamo anzi che sia realizzata per garantire al territorio un adeguato sviluppo. Ma riteniamo che una struttura così importante ed irrinunciabile dovesse essere e debba ancora essere oggetto di confronto con le rappresentanze agricole, a tutela del territorio e del lavoro di tante imprese che rischieranno altrimenti la chiusura permanente per mancanza di sensibilità e attenzione progettuale.

Il percorso stradale infligge infatti una profonda ferita al territorio agricolo interessato. Non possiamo non sottolineare e lamentare una cecità progettuale in diverse situazioni: la mancata verifica dello spezzettamento aziendale, che in diversi casi può ancora oggi essere evitato, permettendo la sopravvivenza di diverse aziende agricole; la viabilità minore, che con piccoli accorgimenti può garantire percorsi alternativi che non intasino la Nuova ss16 con mezzi agricoli; il corretto sgrondo delle acque piovane, che rischia altrimenti di causare allagamenti che potrebbero essere letali per le coltivazioni e dannosi per la stessa infrastruttura stradale.

Di fronte alle dichiarazioni del presidente della Provincia non possiamo che ribadire con forza la nostra contrarietà allo spezzettamento “selvaggio” dei fondi agricoli che sarebbe causato dall’infrastruttura e dai suoi svincoli in base all’attuale progetto. Chiediamo una verifica del consumo del territorio e della tutela ambientale, a garanzia dell’attività delle aziende associate e di tutto il mondo agricolo, dello sviluppo del territorio e della comunità della provincia riminese”. 

Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna

Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini

Riprogettare il futuro

Il 9 novembre a Cesena, Anp-Cia e Patronato INAC a fianco degli anziani, delle donne e dei giovani

Le associazioni di persone delle donne, dei giovani e dei pensionati di Cia Romagna organizzano un incontro di approfondimento per uno sguardo a tutto tondo sul mondo del lavoro, dalla  disoccupazione, alla tutela, alla pensione. L’incontro è in presenza, il 9 novembre  dalle ore 9.30, all’Agriturismo La Valle dei Conti, a Cesena (Via Montiano, 767). Sarà l’occasione per riflettere sui diversi servizi, sulle opportunità in campo, sugli elementi da migliorare e su quelli che già funzionano, per riprogettare il futuro. Questo l’obiettivo di Anp e Patronato Inac per essere al fianco di tutte le generazioni. Le conclusioni sono affidate al Presidente Anp Nazionale, Alessandro Del Carlo. L’evento si svolgerà nel rispetto delle normative sanitarie vigenti: è necessario presentarsi muniti di mascherina e certificazione Green Pass.

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Il maltempo colpisce duramente bassa Romagna e Ravennate: campi allagati e danni a vigneti e frutteti

Prima ricognizione di Cia Romagna fra gli associati

Campi allagati, vigneti e frutteti martoriati da pioggia e vento forti, danni a capannoni e abitazioni. E’ il primo bilancio del maltempo di ieri stilato da Cia Romagna, che questa mattina ha effettuato una ricognizione fra i propri associati. Le conseguenze più pesanti si sono registrate nelle zone della bassa Romagna e nel ravennate. Nella prima sono stati segnalati vento molto forte e concentrazioni di pioggia, in alcuni casi con grandine mista ad acqua. La grandine ha colpito la zona di Alfonsine, in particolare nelle frazioni di Filo e Longastrino. Si contano danni anche per i campi allagati e su qualche capannone e tetto. 

Anche a Ravenna si sono registrate precipitazioni e vento forti. Il maltempo ha colpito più duramente i viticoltori ancora impegnati nella vendemmia, che avranno sicuramente danni alla raccolta e subiranno il marcimento dei grappoli. Il vento forte ha spazzato i frutteti facendo cadere le mele spesso già colpite dalla grandine, e ci si aspetta di riscontrare ulteriori danni e rotture sui pomi meno sviluppati.

“Ancora una volta siamo costretti a riscontrare gli effetti drammatici di fenomeni climatici sempre più estremi – osserva Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna -. I danni di ieri si aggiungono a quelli provocati in questi mesi dalla siccità, ed è evidente che eventi di maltempo violenti come questi non servono a risolvere il problema della carenza generale di piogge. Come Cia Romagna monitoriamo costantemente il territorio e ribadiamo la necessità di attuare al più presto una strategia di conservazione della risorsa idrica”.  

“L’acqua va conservata quando piove”

Lo ha ribadito Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna, durante l’approfondimento sul tema svolto insieme ai Consorzi di Bonifica della Romagna Occidentale e della Romagna

Obiettivi: miglior assetto della distribuzione dell’acqua nei territori; invasi interaziendali per conservare l’acqua quando piove; riduzione del prelievo da falde; contrasto alla subsidenza; sostituzione della parte datata della rete di distribuzione; strutture e infrastrutture con tecnologie all’avanguardia per l’impiego sempre più sostenibile ed efficiente dell’acqua

L’acqua, nelle sue diverse declinazioni, è stata al centro dell’approfondimento che Cia Romagna ha affrontato nel corso di una recente Direzione. Acqua come carenza idrica e acqua come risorsa sempre più necessaria non solo per l’ordinario andamento dello sviluppo colturale, ma sempre più di valore anche per i sistemi antibrina, per affrontare situazioni straordinarie ormai ricorrenti come le gelate tardive.

Presenti il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, con il presidente Antonio Vincenzi, il direttore tecnico Elvio Cangini e il responsabile del Distretto Montano Rossano Montuschi e il Consorzio di Bonifica della Romagna, con il presidente Stefano Francia e il direttore generale Lucia Capodagli.

È noto come non tutti i territori della Romagna abbiano le stesse opportunità di irrigazione ed è noto come sia l’area collinare a soffrire di più, con situazioni ancora più marcate nell’area riminese, in particolare della Valmarecchia. Qui, spiegano gli agricoltori , si è passati dal dover affrontare alcuni mesi estivi con scarsità di acqua a mancanza di acqua 12 mesi all’anno, negli ultimi anni. In pedecollina e collina il supporto può derivare dalla realizzazione di invasi interaziendali, come diversi ne sono stati costruiti dal Consorzio della Romagna Occidentale a sostegno della produzione, in particolare agricola, ma non solo. In pianura i Consorzi, con il Cer, forniscono acqua quando ce n’è poca. 

I Consorzi hanno illustrato i progetti di opere irrigue pronti e candidati ai fondi del Pnrr – e anche i progetti di prospettiva – per un miglior assetto della distribuzione dell’acqua nei territori, per ridurre il prelievo da falde e contrastare la subsidenza. Hanno inoltre presentato i progetti relativi alla sostituzione della rete di distribuzione, la cui origine risale a 40-50 anni fa, che sarà dotata di tecnologia all’avanguardia per garantire l’uso sempre più sostenibile dell’acqua e un impiego sempre più efficiente da parte degli agricoltori.

Nel corso della Direzione, pur nella consapevolezza delle difficoltà, da Cia Romagna è stata ribadita la necessità del completamento del Cer, che arriva fino a Bellaria-Rimini nord, mentre una parte importante della provincia non beneficia dell’apporto di questa fondamentale struttura; di realizzare altri invasi interaziendali; di ridurre i costi elettrici e quindi l’esigenza di impianti fotovoltaici. Poi ancora, è stata sottolineata l’importanza della progettazione, prima e al di là dei bandi viste le stringenti tempistiche che questi stabiliscono, ed è stata ribadita come priorità la capacità di fare sistema.

Affrontati anche gli argomenti relativi all’impatto ambientale. Gli interventi hanno messo in evidenza come si debbano considerare anche i benefici ambientali dei progetti in tutti i loro fattori multipli. È stato ricordato che i laghetti interaziendali sono stati oggetto di una riflessione anche all’Expo di Milano, come esempio virtuoso di gestione e utilizzo della risorsa idrica e rispetto ambientale. Inoltre, da valutare anche l’utilizzo di acque da depurazione.

“Considerando tutti i fattori, se non si procede in fretta con azioni concrete sono a rischio non solo le nuove opportunità e le nuove specializzazioni, ma l’esistenteha affermato Danilo Misirocchi, presidente di Cia RomagnaL’acqua è una discriminante di un certo rilievo per una buona agricoltura.  Quest’anno lo stato di difficoltà delle piante è evidente e le conseguenze non riguardano ‘solo’ l’azienda agricola. L’annuncio della pioggia fa sperare perché è necessaria, ma allo stesso tempo spaventa: può non risolvere il problema siccità e se si verificano fenomeni violenti ai danni si sommano danni. Un fatto è certo: l’acqua va conservata quando piove”.

L’Anp Romagna riparte con Dante

Dopo la prima Direzione mista (in presenza e in collegamento) svolta nel mese di giugno, l’Associazione pensionati Anp – Cia Romagna ha organizzato nella giornata di mercoledì 11 agosto la sua prima uscita sociale dopo il lockdown, scegliendo di seguire “i passi di Dante”. Molta la soddisfazione per la buona riuscita dell’appuntamento con la passeggiata, guidata, mattutina attraverso la Ravenna dantesca. Nella foto, il gruppo nei pressi della tomba di Dante, vicino alla lapide che inneggia al Sommo Poeta. 

Assieme con gusto, grande successo all’Artusiana

Grande successo per le proposte enogastronomiche di Cia Romagna alla Festa Artusiana di Forlimpopoli nelle due serate dell’1 e del 5 agosto per il progetto “Assieme con gusto”. Presenti i prodotti di stagione del territorio, la cucina dell’ Agriturismo Casa Molinari, dell’Azienda Agricola e Agriturismo San Martino https://www.aziendaagricolasanmartino.it/ e i vini della Cantina Villa Bagnolo. Grazie al pubblico, alle aziende che hanno aderito e al personale di Cia Romagna.

“Tipici da Spiaggia”, arrivo scenografico dal mare dei prodotti della tradizione enogastronomica romagnola: dalle aziende locali albicocche, pesche, susine, vino, olio, miele e formaggi

L’evento – ideato dal Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe/Confcommercio e da Cia- Agricoltori Italiani – è stato molto gradito ai bagnanti

Nonostante il tempo incerto di lunedì 26 luglio, ha destato molta curiosità e interesse fra i bagnanti l’allestimento in riva al mare della degustazione di vini, frutta, miele e formaggi giunti dal mare e offerti ai turisti della riviera romagnola in contemporanea in quattro stabilimenti balneari a Milano Marittima (Bagno Oreste), Cesenatico (Spiaggia Zona Cesarini),Rimini (Le Spiagge Rimini Bagno 61) e Porto Garibaldi (Bagno Astor), dove il Sindacato Italiano Balneari (Fipe/Confcommercio) e Cia- Agricoltori Italiani hanno promosso la prima tappa della seconda edizione di “Tipici da Spiaggia”.

A Milano Marittima, al Bagno Oreste, in rappresentanza di Cia- Agricoltori Italiani c’erano il ravennate Stefano Francia, presidente nazionale dei Giovani Agricoltori di Cia (Agia), e Cristiano Fini, presidente Cia Regionale, che hanno sottolineato: “Con questa manifestazione, che si svolge su tutto il territorio nazionale, stabilimenti balneari e produttori agricoli intendono promuovere le eccellenze del territorio di casa nostra e associare il luogo della vacanza ai prodotti che quel territorio esprime. L’incontro diretto con gli agricoltori in spiaggia è un modo nuovo per ‘riconnettere’ produttore e consumatore e, perché no, per sviluppare collaborazioni durature fra imprese balneari e imprese agricole del territorio con tutto il valore aggiunto della filiera corta”.

Fondere il mare con la terra, per un modo nuovo di vivere la vacanza”, questo il commento del presidente del Sib Emilia Romagna, Simone Battistoni sull’evento. “Affianchiamo e valorizziamo le realtà del nostro ‘made in Italy’: l’offerta turistico-balneare degli oltre 1000 stabilimenti romagnoli, il lavoro degli agricoltori e la cultura enogastronomica”.

Torna Tipici da Spiaggia

 

I prodotti della tradizione enogastronomica romagnola in vetrina in Riviera lunedì 26 luglio

Nella manifestazione ideata dal Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe/Confcommercio e da Cia- Agricoltori Italiani, le eccellenze agroalimentari del territorio arriveranno dal mare in moscone e pattìno

Vini, frutta, miele e formaggi: sono i prodotti del territorio offerti ai bagnanti della Riviera romagnola, il 26 luglio, dai lidi ferraresi passando da Milano Marittima, Cesenatico e Rimini  dove il Sindacato Italiano Balneari (aderente a Fipe/Confcommercio) e Cia- Agricoltori Italiani hanno promosso la seconda edizione  di “TipiCi da Spiaggia”.

La manifestazione vuole promuovere le eccellenze del territorio offrendole ai turisti di alcuni bagni del litorale romagnolo. L’evento prevede l’arrivo dal mare delle eccellenze agroalimentari trasportate da un moscone – pattìno. Per questa prima tornata “Tipici da Spiaggia” sbarcherà lunedì alle 11 a:

  • MILANO MARITTIMA (RA), Bagno Oreste
  • CESENATICO (FC), Spiaggia Zona Cesarini
  • RIMINI, Le Spiagge Rimini Bagno 61

Gli stabilimenti balneari, assieme ai produttori agricoli, dedicheranno quindi alcune giornate per promuovere territorio e tradizione enogastronomica di casa nostra. L’iniziativa, che viene realizzata in tutto il territorio nazionale, intende associare il territorio della vacanza ai prodotti tipici: significa anche valorizzare e promuovere le nostre eccellenze agroalimentari e i nostri litorali, visto che mare e cibo costituiscono da sempre il sinonimo perfetto di vacanza.

“Siamo di fronte ad un nuovo modo di vivere la vacanza affiancando due realtà del nostro ‘made in Italy’: l’offerta turistico-balneare degli oltre 1000 stabilimenti  romagnoli con la cultura enogastronomica, ovvero fondere il mare con la terra”, commenta il presidente del Sib Emilia Romagna, Simone Battistoni.

“Dopo un anno di pandemia, quest’iniziativa testimonia la volontà generale di ripartenza del Paese – dice il presidente di Cia Emilia Romagna, Cristiano Fini – utilizzando luoghi a forte vocazione turistica per fare promozione al buon cibo italiano. L’incontro diretto con gli agricoltori in spiaggia è un modo innovativo per valorizzare le eccellenze del Made in Italy ed è anche un incentivo ad abbandonare i menu standardizzati scelti per praticità nei luoghi di villeggiatura, mettendo più attenzione alla qualità delle materie prime che compongono i nostri piatti”.

Info: 3484416924

Cinghiali, con zona bianca torna allarme sicurezza stradale

Si chiede incontro a ministri Patuanelli, Lamorgese e Cingolani

Con l’arrivo dell’estate e l’ingresso dell’Emilia-Romagna in zona bianca, tornano trafficate strade e autostrade. E torna l’allarme sicurezza per il proliferare indisturbato dei cinghiali.

“Dal nazionale, fino ai nostri territori locali, Cia ha costantemente all’ordine del giorno la questione della fauna selvatica. Anche il territorio romagnolo, dalla collina fino a valle, si trova a dover fare i conti con la problematica – spiega il presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi – La valutazione del fenomeno e le azioni da intraprendere devono essere approfondite nella loro totalità e complessità, comprendendo i danni che gli animali selvatici, in particolare i cinghiali ma non solo, causano sia alla viabilità, mettendo a repentaglio la sicurezza delle persone, sia alle coltivazioni agricole”.

 Il problema è pressante anche in Valconca e Valmarecchia, come ricordato anche dal vicepresidente di Cia Romagna, Lorenzo Falcioni, nel recente incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi in Provincia. Ora Cia-Agricoltori Italiani, che da anni porta avanti la sua battaglia per l’emergenza fauna selvatica, attende l’incontro con i ministri Patuanelli (Mipaaf), Lamorgese (Interni) e Cingolani (Transizione ecologica).

Nel 2020, nonostante le restrizioni alla mobilità, gli incidenti causati dagli animali selvatici in Emilia-Romagna sono stati il 10% di quelli totali, dato che pone la regione al secondo posto in Italia dopo la Lombardia. Per Cia, che è impegnata sul tema a livello sia nazionale che locale e chiede la modifica della legge 157/92 sulla gestione della fauna selvatica, è urgente tornare a ragionare in cabina di regia unica su modelli d’intervento più incisivi. Serve un approccio finalmente pragmatico alle politiche di contrasto di uno dei grandi nodi irrisolti dell’agricoltura italiana, che necessita di un’azione immediata da parte delle istituzioni per garantire, da subito, sicurezza sulle strade e porre fine ai danni incalcolabili procurati a tante aziende agricole.

“L’Italia non può permettersi di uscire da una pandemia, precipitando di nuovo nell’emergenza ungulati, che sono prima di tutto un pericolo per le persone, oltre che un costo per l’agricoltura – commenta il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino -. Le ambizioni green e la ripresa nazionale devono contemplare una risoluzione onesta, sostenibile ed efficace del problema fauna selvatica. Abbiamo chiesto un incontro al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, alla ministra degli Interni Luciana Lamorgese e al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani perché siamo pronti da tempo a dare il nostro contributo per riformare la legge in materia e fare, insieme, dell’Italia, anche su questo fronte, un modello esemplare”.

Sulle strade italiane, negli ultimi quattro anni, dal 2017 al 2020 -ricorda Cia analizzando i dati ASAPS- si sono verificati 469 incidenti significativi causati da animali. Sono state registrate 830 segnalazioni di feriti gravi con il massimo raggiunto nel 2019. Sono morte 56 persone, 16 solo nel 2020 e nonostante la minore circolazione di mezzi di trasporto per effetto delle restrizioni Covid. In Italia, sempre nel 2020 (157 incidenti significativi, 215 feriti seriamente e 16 morti), è la Lombardia a detenere il triste record con l’11% di incidenti in strada con il coinvolgimento di animali. Segue Emilia-Romagna (10%), Piemonte (9%), Abruzzo e Campania (8%), Toscana e Liguria (6%); Veneto, Lazio e Sardegna (5%). Inoltre, l’85% degli incidenti tra il 2018 e il 2020, sono da attribuire agli animali selvatici e solo il 15% a quelli domestici. Contrariamente a quanto si possa pensare, poi, si sono verificati per lo più di giorno (78%) e per il 97% sulla rete ordinaria. Su autostrade e strade extraurbane principali solo per il 3%.

Variante alla SS16 a Rimini nord, le organizzazioni agricole chiedono di vedere il progetto e condividere il percorso di realizzazione

Intervento congiunto di Cia Romagna, Confagricoltura e Coldiretti

Ringraziamo il presidente della Provincia di Rimini, Riziero Santi, per l’incontro organizzato con le nostre associazioni di categoria agricola (Cia, Confagricoltura e Coldiretti) e con i rappresentanti dei Comuni interessati dalla variante alla SS16.

Il tracciato della variante presentato più di dieci anni fa riguardava un centinaio di aziende agricole, e già questo renderebbe il tema di primario interesse. Ma quello della nuova Statale 16 è un argomento rilevante per tutto il territorio, per la sua tutela e per la sua economia, perché impatta sull’unica zona del comune di Rimini definita ad alta vocazione agricola dallo stesso Piano territoriale di coordinamento provinciale.

Nelle scorse settimane i nostri agricoltori hanno ricevuto la comunicazione dell’inizio dei sondaggi e dei picchettamenti da parte della ditta incaricata, ma né loro, né le nostre associazioni hanno avuto la possibilità di visionare il progetto e i tracciati definitivi.

Le aziende agricole, già provate dalla crisi in questo difficile momento, si sentono ulteriormente vessate e vedono il loro territorio ancora una volta invaso da interventi che lo aggrediscono, come già successo in passato con gli elettrodotti e oggi anche con il metanodotto, i cui lavori bloccheranno parte dei terreni praticamente per due anni.

Sia chiaro, le nostre associazioni sono perfettamente consapevoli della necessità delle infrastrutture per lo sviluppo e l’economia della nostra provincia. Ma è altrettanto necessario sostenere tutte le imprese e non penalizzare le aziende e i cittadini che vivono e lavorano in agricoltura. A Rimini nord il  rischio concreto è che molte aziende agricole siano costrette a chiudere per sempre.

Sul progetto della variante alla Statale 16, competenza di Anas, non c’è stata sufficiente informazione né condivisione. Come rappresentanze agricole avanzammo a suo tempo numerosi rilievi al progetto in merito all’impatto devastante e all’enorme consumo di suolo che l’opera avrebbe comportato. Chiedemmo modifiche al tracciato per un impatto decisamente minore sul territorio agricolo, alle quali però non abbiamo avuto nessun riscontro.

Il nostro impegno è tutelare i nostri soci e accompagnarli in questo confronto. Per questo attendiamo l’incontro che la Provincia di Rimini si è impegnata ad organizzare con Anas, con la Regione Emilia-Romagna e i progettisti. Ci aspettiamo di avere il necessario aggiornamento sul progetto del nuovo tracciato, presupposto indispensabile per poter discutere e condividere il percorso di realizzazione e i relativi accordi con le aziende agricole.

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