ROMAGNA

COMUNICATI STAMPA ROMAGNA

Fini confermato alla guida di Cia Nazionale

La delegazione della Romagna alla IX assemblea elettiva svoltasi dal 6 all’8 maggio a Roma

Cristiano Fini è stato confermato all’unanimità presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani. Imprenditore vitivinicolo di Castelfranco Emilia, nel Modenese, 54 anni, è stato rieletto dalla IX Assemblea elettiva “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”, riunita a Roma all’Auditorium Antonianum dal 6 all’8 maggio. Fini è alla guida dell’organizzazione dal 2022, dopo essere stato presidente regionale di Cia Emilia-Romagna dal 2018 e, precedentemente, di Cia Modena.

Come delegati di Cia Romagna all’Assemblea nazionale hanno partecipato Falcioni Lorenzo, Conti Celestina, Dosi Antonio, Francia Stefano, Graziani Andrea, Liverani Pierino, Pagliarani Matteo, Peruzzi Debora.

L’Assemblea ha eletto poi il Consiglio direttivo nazionale del quale fanno parte anche Lorenzo Falcioni (presidente Cia Romagna), Andrea Graziani (vice presidente vicario Cia Romagna e presidente territoriale zona Ravenna) e Matteo Pagliarani (vicepresidente Cia Romagna e neo presidente Agia nazioanale). Fra i membri del Collegio dei Garanti c’è anche Fabrizio Rusticali

Alcune delle parole chiave che sintetizzano i temi centrali della IX Assemblea di Cia-Agricoltori Italiani: sicurezza alimentare, reddito agricolo, cura del territorio, aree rurali, diritto a restare, coesione sociale, futuro, innovazione, competitività, geopolitica.

L’agricoltura svolge un ruolo centrale nella vita di tutti e serve maggior consapevolezza di questo da parte di tutti. Cia per l’agricoltura chiede alle istituzioni italiane ed europee strategie.

Primo Maggio con Cia Romagna a Santarcangelo

Torna a Santarcangelo di Romagna la tradizionale Festa del Primo Maggio promossa da Cia Romagna, un appuntamento atteso da associati, cittadini e famiglie che mette al centro il valore del lavoro agricolo, il legame con il territorio e la qualità delle produzioni locali.

La giornata si aprirà venerdì 1 maggio alle 9.30 in piazza Gramsci con il ritrovo dei partecipanti e dei mezzi agricoli, per poi partire alle 10 con il tradizionale corteo degli agricoltori che attraverserà la città. Alle 11 in piazza Ganganelli sono previsti gli interventi istituzionali, con i saluti del sindaco Filippo Sacchetti e dei rappresentanti Cia: Lorenzo Catellani, presidente Cia Emilia-Romagna, Lorenzo Falcioni, presidente Cia Romagna, e Mirco Meluzzi, presidente Cia Territorio di Rimini.

Fin dalla mattina piazza Ganganelli sarà animata dalla festa con la musica delle Emisuréla e dei Pasquarul dla Piopa, le attività per i più piccoli con il Ludobus Scombussolo, il mercatino agricolo a km zero e la possibilità di degustare prodotti tipici del territorio, con ciambella e vino per tutti. Dalle 13 spazio alla convivialità con “la ligaza in piazza”, da condividere insieme ai produttori del mercatino agricolo.

«Il Primo Maggio degli agricoltori è un momento identitario per la nostra organizzazione e per tutto il territorio – dichiara il presidente di Cia Romagna, Lorenzo Falcioni –. Portare i mezzi agricoli in piazza significa raccontare da vicino il nostro lavoro, fatto di impegno quotidiano, qualità e presidio del territorio. È anche un’occasione per ribadire quanto il settore agricolo sia centrale per l’economia e per la tenuta sociale delle nostre comunità».

«Oggi più che mai – prosegue Falcioni – è necessario riconoscere il giusto valore al lavoro agricolo, garantendo redditività alle imprese che devono confrontarsi con costi in aumento e mercati instabili. Allo stesso tempo, gli agricoltori sono protagonisti nella tutela dell’ambiente e nella gestione sostenibile del territorio, anche alla luce degli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Il Primo Maggio sarà quindi una giornata di festa, ma anche un momento per riaffermare con forza il ruolo dell’agricoltura e le priorità del settore: lavoro, ambiente e pace».

Matteo Pagliarani è il nuovo presidente nazionale Agia

Eletto alla VII Assemblea dell’associazione under 40 della Cia

“Oggi c’è un solo giovane ogni dieci agricoltori anziani, ecco 10 pilastri per fare la differenza entro il 2066”

Matteo Pagliarani è il nuovo presidente nazionale di Agia-Cia, l’Associazione dei giovani di Cia-Agricoltori Italiani. Imprenditore agricolo di Mercato Saraceno (Forlì-Cesena), 31 anni, è stato eletto il 15 aprile a Roma, in Auditorium Giuseppe Avolio, dalla VII Assemblea elettiva dal titolo “Destinazione Agricoltura 2066”.

Perito agrario, Pagliarani ha iniziato molto presto a battersi per l’agricoltura e la tutela del territorio e delle aree rurali, dividendosi da oltre dieci anni tra l’azienda multifunzionale di famiglia e l’impegno nella rappresentanza: in Europa, dove dal 2023 è anche vicepresidente del Ceja, il Consiglio europeo dei giovani agricoltori, e in Romagna è vicepresidente vicario Cia e guida locale Agia-Cia.

“Sono orgoglioso di questo nuovo incaricoha dichiarato Pagliarani, ringraziando tutti per la fiducia Accolgo la presidenza nazionale con grande entusiasmo, ma anche profondo senso di responsabilità, in una fase contrassegnata da profondi cambiamenti sociali, demografici ed economici per il Paese e la nostra agricoltura. In particolare, partendo dalla consapevolezza che chi oggi ha 25 anni concluderà il suo percorso professionale tra quarant’anni, un lasso di tempo importante entro cui garantire prima di tutto la certezza del reddito”.

Il contesto attuale è caratterizzato da un’età media degli imprenditori agricoli di 59 anni e da un ricambio generazionale bloccato, con un solo giovane ogni dieci agricoltori anziani. “Occorre invertire questa tendenza -ha spiegato il nuovo presidente- e fare in modo che i giovani imprenditori del comparto superino il 30% del totale degli agricoltori entro il 2066”.

“Un’impresa possibilesecondo Pagliarani se continuiamo a costruire intorno a 10 pilastri fondamentali, tra i quali: l’accesso alle risorse per una Banca della Terra operativa e un credito intelligente; la necessità di una ‘burocrazia zero’ con tempi certi per le autorizzazioni e politiche che rendano la vita rurale dignitosa; la centralità di una formazione continua, attraverso il tutoraggio intergenerazionale e l’internazionalizzazione, come l’Erasmus per gli agricoltori. E ancora, ottenendo una successione facilitata e supportata da adeguata consulenza per gli under 40 e per dare pieno riconoscimento anche alle imprenditrici agricole, leader del business e non solo coadiuvanti. Senza dimenticare la diversificazione nelle produzioni, la cooperazione e l’uso delle tecnologie anticrisi per ‘resistere 40 anni’ senza fallire al primo shock di mercato o climatico”.

L’Europa è il campo d’azione imprescindibile per Pagliarani: “Perché è sempre più determinante essere giovani imprenditori agricoltori protagonisti nei tavoli sulla Pac e nelle politiche comunitarie che definiscono il futuro del comparto. A lavoro, dunque, anche nel segno della continuità”.

Maltempo del 26 marzo: raccolta delle segnalazioni danni

Cia Romagna avvia la raccolta delle segnalazioni dei danni subiti dalle aziende agricole a seguito del maltempo che ha colpito ieri la Romagna. Dalle prime verifiche emerge un quadro articolato e ancora in evoluzione, che interessa sia le colture sia le strutture aziendali. In particolare si segnalano danni a serre, coperture, reti antigrandine, antibrina e antinsetto, oltre a impianti frutticoli, spesso frutto di investimenti ingenti in un contesto reso complesso dall’incertezza climatica ed economica. Gli eventi meteo avversi impattano pesantemente sul reddito di aziende agricole già in grave difficoltà.

Nel ravennate e nella zona di Russi si registrano danni causati dal forte vento. Anche in questo caso sono in corso le verifiche, mentre cresce la preoccupazione per gli effetti del freddo e per le possibili gelate nelle prossime notti.

Particolare allerta si registra nella Bassa Romagna, dove il rischio di brinate nelle prossime ore mette in pericolo diverse colture, tra cui albicocchi, peschi, susini, kiwi e vigneti. In alcune aree, già colpite da vento e piogge intense, si temono perdite significative soprattutto per le drupacee.

Nella zona di Faenza si segnalano danni alle strutture, in particolare alle reti, dovuti sia al vento sia al peso della neve, soprattutto nelle aree collinari come Sarna e Marzeno, ma con segnalazioni anche in pianura tra Faenza e Solarolo. Anche qui, i danni da freddo saranno valutabili solo nei prossimi giorni.

Nell’area forlivese, in particolare a monte della via Emilia, si segnalano danni anche ingenti, soprattutto nelle aziende che avevano le reti antigrandine aperte. Anche qui l’attenzione è rivolta alle prossime notti, con il rischio concreto di gelate.

Nel comprensorio Cesena-Savignano le segnalazioni riguardano soprattutto danni strutturali: serre danneggiate, coperture antigrandine compromesse, pali piegati e teli divelti. Si registrano inoltre danni alle colture di fragola per lo scoperchiamento delle serre e possibili ripercussioni su albicocco, ciliegio e susino, i cui fiori sono stati coperti dalla neve per diverse ore. Nei vigneti più sviluppati si segnala il rischio di danni fisiologici dovuti alle basse temperature. Si evidenziano infine criticità idrauliche, con il fiume Rubicone esondato in alcuni tratti.

Nell’area del Montefeltro riminese, tra Novafeltria, Sant’Agata Feltria e Pennabilli, si registrano nevicate consistenti, con accumuli che nelle zone più alte – come Villagrande, Casteldelci fino alle Balze – hanno raggiunto anche il metro. In queste aree la situazione è ancora in divenire e sarà possibile quantificare i danni solo nei prossimi giorni.

Cia Romagna sottolinea come la situazione resti fortemente condizionata dalle condizioni meteo dei prossimi giorni: eventuali rasserenamenti potrebbero favorire gelate mattutine con effetti pesanti su colture già in fase vegetativa avanzata. Si segnala inoltre un forte impatto dell’utilizzo dei sistemi di difesa attiva, come i ventoloni antibrina, il cui impiego continuo sta incidendo sulle assegnazioni di gasolio agricolo. Diverse aziende stanno già richiedendo integrazioni, in un contesto aggravato dall’aumento dei costi energetici.

L’associazione invita le aziende agricole a segnalare tempestivamente i danni subiti. Gli agricoltori possono rivolgersi agli uffici territoriali per fornire una ricognizione delle criticità riscontrate.

Carburanti: credito d’imposta subito per il gasolio agricolo. Basta rincari e speculazioni 

Servono interventi urgenti da Governo e Ue per salvaguardare il settore primario

Cia-Agricoltori Italiani ha avanzato proposte a Regioni, Governo e Ue fin dall’inizio di quetsa nuova crisi energetica e dei rincari dei carburanti per contrastare speculazioni e tutelare il reddito delle imprese agricole e i cittadini. Un impegno continuo che oggi si rafforza alla luce del perdurare delle tensioni internazionali e della mancanza di misure mirate per l’agricoltura.

Pur apprezzando la recente riduzione temporanea delle accise decisa dal Governo, la Confederazione ribadisce che il comparto agricolo resta privo di interventi realmente efficaci e dedicati, a differenza di altri settori. Anche Cia Romagna ribadisce che la realtà degli agricoltori è ancor più complicata oggi, in un contesto internazionale segnato da nuove tensioni e conflitti. “Chi lavora nei campi non può permettersi di fermare l’attività aspettando un calo dei prezzi: senza lavorazioni non ci sarebbe raccolto e quindi non ci sarebbe cibo. “In sostanza – afferma il presidente Lorenzo Falcioni – gli agricoltori sono costretti ad andare avanti nonostante l’impennata dei costi, in particolare quelli legati al carburante, ma non solo, senza alcuna certezza sul fatto che in futuro i bilanci possano tornare in equilibrio”.

È una fase d’instabilità pericolosa che richiede misure e risorse straordinarie anche da parte dell’Europa. Lo sottolinea il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “Dopo il Consiglio europeo di ieri, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio agricolo”.

Con questo Cia ribadisce che poco o nulla fa l’accisa agevolata al 22% e Iva al 10%, riservata all’agricoltura, se non si interviene tempestivamente anche a livello europeo con strategie e risorse più consistenti e incisive, essenziali per far fronte a quella che è una crisi globale a tutti gli effetti, in un crescendo di conflitti e speculazioni.

“C’è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare”.

Dunque, la flessibilità che l’Italia ha ottenuto dal Consiglio europeo, anche su energia e quote ETS, si traduca immediatamente – aggiunge Cia – in interventi urgenti per il settore primario, a partire dal decreto Bollette in via di conversione e in un’azione immediata da parte della Commissione Ue attraverso un pacchetto di misure mirate per contenere le impennate dei prezzi dei combustibili, ridurre la volatilità dell’energia elettrica e sostenere, in particolare, i settori ad alta intensità energetica. Inoltre, si acceleri – ricorda Cia – anche sul nodo fertilizzanti, con l’urea introvabile e dai costi alle stelle, e su deroghe al Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM, Carbon Border Adjustment Mechanism).

È urgente la fine delle ostilità in Medio Oriente. Ogni giorno di guerra apre scenari sempre più difficili da recuperare.

VULNERABILITA’ AGRICOLTURA E DATI A SUPPORTO – I dati Istat sui consumi intermedi e prezzi di acquisto degli agricoltori, del resto,certificano la vulnerabilità dell’agricoltura. Basti pensare che nel periodo 2010-2021 la voce di costo “energia motrice” a prezzi correnti è valsa in media 3,2 miliardi di euro annui. Nei successivi tre anni di crisi geopolitiche ed energetiche tale spesa sostenuta dagli agricoltori è salita vertiginosamente superando i 6,3 miliardi nel 2022, i 5,5 miliardi nel 2023 e i 4,4 miliardi nel 2024. Tirando le somme -riporta Cia- in tre anni (2022-2024) e rispetto alla media del decennio 2010-2021, Istat ha certificato un aggravio in termini assoluti, (per l’acquisto di carburanti- energia elettrica- combustibili per riscaldamento-lubrificanti), superiore ai 6,5 miliardi di euro.

Variante al Piano di Assetto Idrogeologico del bacino del Po: “Positiva la proroga dei termini per le osservazioni”

Apprezzamento per la decisione del nuovo segretario Ggenerale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po. Cia Romagna auspica che ora ci sia il confronto 

Positiva la decisione del nuovo Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, Alessandro Delpiano, di prorogare al 31 maggio 2026 il termine per la presentazione delle osservazioni alla proposta di variante al Piano di Assetto Idrogeologico del bacino del Po (PAI Po).

La proroga risponde a un’esigenza che Cia, dal livello regionale, aveva già evidenziato in diverse sedi in quanto il provvedimento presenta contenuti tecnici complessi e potenziali ricadute rilevanti sui territori e sulle imprese agricole e non.

La variante, così come attualmente concepita e strutturata, presenta infatti diversi elementi di criticità e risulta, allo stato attuale, non adeguatamente calibrata rispetto alla realtà dei territori e delle attività agricole, ma non solo. “Proprio per questo – affermano il presidente regionale Stefano Francia e il presidente di Cia Romagna, Lorenzo Falcioni – riteniamo necessario un tempo adeguato di approfondimento e confronto.  Occorre migliorare l’impianto della proposta, nella prospettiva di garantire un equilibrio tra sicurezza idraulica, tutela del territorio e sostenibilità delle attività produttive”.

“Come Cia Romagna ribadiamo la necessità di completare le opere già in corso e andare a realizzare quelle già programmate aventi per scopo la maggior sicurezza idrogeologica per la tenuta del territorio – afferma Falcioni – Auspichiamo che il confronto sulla proposta di variante, che non c’è stato, venga ora istituito anche attraverso un coordinamento con gli enti locali, i consorzi di bonifica e le rappresentanze dei soggetti coinvolti. A prescindere, continueremo a seguire con attenzione il percorso di definizione della variante, contribuendo con osservazioni e proposte”.

Agrichef Emilia-Romagna, vince l’Agriturismo Vignoli con i suoi “Uccellini scappati con Scalogno di Romagna Igp”

Rappresenterà la regione alla finale nazionale a Roma il 26 marzo

È l’Agriturismo Vignoli di Riolo Terme il vincitore della tappa emiliano-romagnola di Agrichef 2026, svoltasi il 23 febbraio all’istituto Alberghiero “Pellegrino Artusi” di Riolo, promossa da Cia-Agricoltori Italiani e da Turismo Verde Emilia-Romagna.

L’agriturismo rappresenterà la regione alla finale nazionale in programma a Roma il 26 marzo, portando il piatto “Uccellini scappati con Scalogno di Romagna Igp”, ricetta che valorizza lo Scalogno di Romagna IGP come protagonista assoluto. Un piatto che racconta la tradizione contadina: gli “uccellini scappati” evocano con ironia i tempi in cui, mentre gli uomini erano a caccia, le donne preparavano il pranzo, scherzando su chi tornava a mani vuote.

Alla tappa regionale, organizzata da Turismo Verde Cia Emilia-Romagna, hanno partecipato per Cia Romagna gli agriturismi Vignoli e Il Gualdo di Sotto di Riolo Terme; Ridiano di Tredozio; Dal Maggi di Modigliana. In gara anche l’agriturismo San Paolo di Modena.

Gli agrichef, affiancati dagli allievi dell’istituto Pellegrino Artusi, hanno presentato le proprie creazioni a una giuria di esperti composta dalla dirigente scolastica Valentina Fazio, dal docente di alimentazione Giacomo Errante, dal vicepresidente di Cia Romagna Matteo Pagliarani, dalla coordinatrice di Donne in Campo Cia Romagna Celestina Conti, dall’assessore del Comune di Riolo Terme Davide Marani, dal presidente della Pro Loco di Riolo Terme Valeriano Solaroli e dal giornalista enogastronomico Riccardo Isola.

Agrichef nasce per esaltare la figura del cuoco dell’agriturismo, capace di mettere in connessione competenze agricole, cultura contadina e tradizione gastronomica, riscoprendo e rivisitando ricette del territorio, spesso a partire da prodotti Dop e Igp. Un percorso che valorizza il mondo rurale e rafforza il legame tra agricoltura, ospitalità e promozione territoriale. Determinante il coinvolgimento degli studenti, che hanno ideato per ogni piatto un abbinamento a base di estratti di frutta e verdura, oltre al vino proposto dagli agrichef, coniugando genuinità e cura della presentazione.

Impeccabile l’accoglienza e la professionalità di tutto il personale dell’istitutoAlberghiero Pellegrino Artusi, degli studenti e dei docenti coinvolti, che hanno contribuito alla piena riuscita dell’evento. La dirigente scolastica Valentina Fazio ha ringraziato Cia per il coinvolgimento dell’istituto: “Si tratta di occasioni di crescita per i nostri studenti. In particolare quando si trovano a lavorare e manipolare i prodotti del territorio accanto a professionisti, sono opportunità concrete per comprendere cosa potranno trovare domani nel mondo del lavoro”.

Il presidente regionale di Turismo Verde Cia Emilia-Romagna, Massimo Bottura, ha sottolineato l’importanza di questi incontri come momenti di scambio di saperi, conoscenza del territorio e coinvolgimento delle giovani generazioni. Anche il vicepresidente di Cia Romagna Matteo Pagliarani e la coordinatrice di Donne in Campo Cia Romagna Celestina Conti, hanno evidenziato il valore della multifunzionalità agricola e degli agriturismi, presìdi fondamentali per la cura del territorio e del paesaggio.

AGRICHEF IN TV – GIORNI E ORARI DELLA MESSA IN ONDA

– TELEROMAGNA (canale 14 in Romagna), DOMENICA 1 MARZO ore 9,00; GIOVEDÌ 5 MARZO ore 22,30 

– E TV- RETE 7 (canale 10 a Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna, Fo-Cesena e Rimini, Canale 635 a Piacenza e Reggio Emilia), DOMENICA 1 MARZO ore 12.00; MARTEDÌ 3 MARZO ore 9,30

– TV QUI (canale 17 in Emilia Romagna), DOMENICA 1 MARZO ore 12,15; VENERDÌ  6 MARZO ore 22,00

– Da  MARTEDÌ 3 MARZO su  www.acieloaperto.com

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Frane e alluvioni: urgente lo sblocco dei 20 milioni della Legge 100 del 2023 per i territori colpiti

Bene la richiesta della Regione di inserirli nel disegno di legge nazionale “Coltiva Italia”

Cia Romagna esprime apprezzamento per la richiesta avanzata dalla Regione Emilia-Romagna di inserire i 20 milioni di euro della Legge 100 del 23 luglio 2023, al momento bloccati, nel disegno di legge nazionale “Coltiva Italia”: è quello che ha chiesto anche Cia per rimettere in circolo le economie residue a sostegno delle imprese agricole colpite dalle alluvioni del 2023

Lo sblocco di queste risorse era stato richiesto in sede di Legge di Bilancio, senza trovare accoglimento. La misura viene ora riproposta e se l’emendamento fosse accolto potrebbe dare risposte alle perdite produttive subite dalle imprese agricole dei territori colpiti che non hanno avuto accesso ai precedenti ristori. 

Le criticità riguardano soprattutto le zone di collina, dove non si è ancora avuto nessuno indennizzo per quanto riguarda alluvioni e frane. Anche in pianura però ci sono aziende che, nonostante i danni, sono rimaste escluse. 

Un’altra notizia degli ultimi giorni preoccupa: anche per le alluvioni dell’autunno 2024 ci sono letture errate da parte di Copernicus, con il concreto rischio che le risorse previste risultino insufficienti rispetto all’entità effettiva dei danni.

Alla luce di tali elementi, si ritiene indispensabile procedere con lo sblocco immediato dei fondi e con una revisione delle stime, al fine di assicurare coperture adeguate. “In assenza di risposte tempestivecommenta Lorenzo Falcioni, presidente di Cia Romagnaverranno intraprese ulteriori iniziative di mobilitazione e azione sindacale a tutela dei territori, delle imprese agricole e delle comunità coinvolte”.

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